LA RIPRESA DELLA VOLATILITÀ

Marzo 2018. Una data che potrebbe apparire priva di significato, ma alla quale si dovrebbe invece fare molta attenzione, a causa di ciò che potrebbe verificarsi in quel momento. Infatti, secondo quanto ipotizzato dal quotidiano online Linkiesta, fra esattamente un anno l’Italia potrebbe ritrovarsi ad essere di fatto commissariata.

Molti potrebbero pensare che si tratti di un’eventualità remota, per non dire uno scenario da stampa catastrofista. Ma purtroppo non è così: si tratta, invece, di una possibilità che potrebbe davvero realizzarsi. Infatti, stando a quanto sostiene il sopracitato giornale, esistono già tutti i presupposti perché tale evento si verifichi effettivamente. La ragione è che, qualunque siano i risultati elettorali in Francia e Germania, alla classe dirigente di questi due paesi la procedura di commissariamento nei confronti dell’Italia potrebbe essere l’unica alternativa percorribile per evitare che il concetto di “Europa a più velocità” si concretizzi in un’uscita di Roma dall’Unione Monetaria; uno scenario, questo, realmente catastrofico.

D’altronde, è più che probabile che tra un anno l’Italia si ritrovi nel mezzo di una delle campagne elettorali più accese e allo stesso tempo più futili dell’intera storia della Repubblica, e nella quale vi sarebbe una sola certezza: che nessuna forza politica emergerebbe chiaramente vincitrice in seguito allo spoglio delle schede, a causa dell’incapacità dell’attuale Parlamento di approvare una legge elettorale conforme alla Costituzione ed allo stesso tempo in grado di garantire un minimo di stabilità politica.

In un simile contesto, sarebbe alquanto improbabile che lo spread non riprenda a salire, specie se si considera che la conclusione del Quantitative Easing messo in atto dalla BCE è ormai inevitabile; ed in effetti questa è prevista per la fine del 2017. Arrivati a quel punto, alle istituzioni dell’Unione Europea potrebbe non rimanere altra scelta che quella di optare per un’amministrazione controllata; e al contempo il governo italiano non avrebbe molte alternative concrete per risolvere tale situazione complicata.

di Roberto Pucciano CEO http://www.anchoragegroup.org

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